Il 74% degli italiani taglia il superfluo, ma non rinuncia alle vacanze
Con la crisi aumentano le rinunce. In alcuni casi sono obbligate a causa della perdita del lavoro, in altri é una scelta consapevole allo scopo di risparmiare onde essere pronti al peggio.L’attuale situazione economica ha spinto il 74% degli italiani a tagliare le spese superflue, mentre solo il 6% non ha modificato le abitudini.
E’ emerso da una rilevazione di Tns per Ing Direct in Italia, Australia, Canada, Usa, Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna e Austria.
Gli italiani quindi confermano la propensione al risparmio anche in periodi come questo sebbene si riesca a conservare una parte più ristretta di stipendio (essendo in alcuni casi diminuito il reddito).
Il 42% riesce a mettere da parte meno soldi rispetto allo scorso anno, mentre il 29% risparmia più di prima. Unico desiderio irrinunciabile: le vacanze, anche se ristrette e low cost. Shhh...non ditelo troppo forte...qualcuno potrebbe sentirvi...anzi...non ditelo proprio...shhh!!! ...la crisi non è mai esistita, non esiste e non esisterà!!! ...siete i soliti catastrofisti pessimisti e anche un po' comunisti!!!
Cnel: crisi, impatto lavoro in arrivo
Il Cnel si appresta a lanciare un allarme per gli effetti della crisi sull'occupazione: l'impatto deve ancora arrivare."Ancora non abbiamo visto nella loro pienezza gli effetti della crisi sui posti di lavoro", afferma il presidente del Cnel Antonio Marzano che domani presenterà il rapporto annuale sul mercato del lavoro. E avverte: "Con la ripresa ci saranno effetti ulteriori che ancora non si sono espressi". ...Cominciavo a sentirmi una campana stonata a furia di cantare fuori coro: fortunatamente qualcuno comincia a prendere coraggio nel dire come stanno le cose realmente...smettendo di recitare la parte della commedia imposta dai grandi (per dovere di posizione, ovviamente, e per il quale non ne faccio una colpa!!!) per mantenere l'euforia e il consumo ai ritmi pre-crisi, ed intanto, le "famigerate" banche americane, dopo aver rischiato il fallimento e salvate in extremis dai fondi TARP, hanno fatto man bassa con l'emissione di corporate bond rastrellando soldi a destra e a manca dei cittadini abbagliati da rendimenti migliori (e più sicuri...credici!!!) dei titoli di stato americani che sono corsi ai ripari vendendone in quantità industriale alla Cina, e ora, gli amministratori di tali istituti si sono aumentati gli stipendi del 25-50%... ...La lezione non è servita a nulla!!!...non hanno imparato nulla!!! ...noi non abbiamo capito nulla!!! ...e loro godono della nostra ignoranza...purtroppo!!!
La xenofobia va così di moda che è un piacere!
Quasi un tedesco dell'est su due (41%) nutre sentimenti xenofobi, anche se la percentuale degli extracomunitari nei 5 laender tedesco-orientali è di appena il 2%.
E' quanto emerge da un sondaggio-choc pubblicato in prima pagina dalla progressista "ueddeutsche Zeitung", il più grande quotidiano tedesco.
Fortunatamente (o sfortunatamente, dipende dai punti di vista) non è solo un fenomeno tutto italiano!!!
Aria fritta da Milano
L'iniziativa del sindaco di Milano di vietare l'uso di alcol ai minori di 16 anni, riscuote successo e altre città pensano di adottarla. Se ieri il sindaco di Roma lo aveva liquidato dicendo che il Campidoglio ha fatto di meglio, oggi il provvedimento Moratti ottiene l'apprezzamento di Berlusconi: «è una idea eccellente, una ottima iniziativa, spero che venga ripresa da tutte le amministrazioni». E la presa per il culo continua: è da moltissimi anni che esiste una legge che vieta la vendita di alcolici ai minorenni, basterebbe solo che venisse fatta applicare!!! Hanno solo riscoperto l'acqua calda, e, come al solito, solo propaganda politica!!!
John Elkann nel cda dell'Economist
John Elkann fa il suo ingresso nel consiglio di amministrazione dell'Economist, il più autorevole settimanale del mondo.
Elkann ha dato la sua disponibilità a sedere nel Cda del gruppo che pubblica l'Economist a fronte di una richiesta pervenuta dal board della stessa società. Si tratta dell'ennesimo incarico nel mondo editoriale: Elkann è già presidente de La Stampa e consigliere di amministrazione di Rcs e Le Monde.Quindi, da oggi, l'Economist non parlerà mai più male della Fiat!!! Altro intreccio tra industria e stampa per farci "bere" le notizie che vogliono...
Lacrime di coccodrillo
Luca Barbareschi e Gabriella Carlucci chiedono "al presidente Napolitano un suo intervento diretto" per il Fondo unico per lo spettacolo.Il taglio dei fondi del Fus, dicono, "rende la situazione di imprese e lavoratori dello spettacolo drammatica, con 250 mila posti di lavoro in pericolo, migliaia di imprese che rischiano di fallire, un intero settore produttivo nazionale al collasso".Certo che questi due personaggi che adorano internet alla follia sono di una coerenza ineccepibile!!! ...prima votano il taglio dei finanziamenti come da richiesta del loro padrone e poi vanno a piangere dal vegliardo "firmo tutto quello che mi mettete sotto il naso". Barbareschi, Carlucci...non voglio essere volgare, ma andate a fare in culo stronzi imbecilli leccaculo che altro non siete, dovrebbero paracadutarvi nel mezzo di un sito per esperimenti nucleari...durane un esperimento, appunto!!! Che due idioti che abbiamo in parlamento!!!Finanza & preti
Nonostante alcuni segni di ripresa (quali?, spiegatemi da cosa lo deducete? voglio dati concreti!!!) ''purtroppo la crisi persiste e rischia di avere nei prossimi mesi il momento più critico''. Lo ha detto questa mattina mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, nel corso della presentazione dell'iniziativa "Il prestito della speranza", realizzata dalla Cei insieme ad Abi e Intesa Sanpaolo e riguardante l'erogazione di prestiti a condizioni vantaggiose alle famiglie più povere.Qualcuno comincia a svegliarsi dal coma mediatico imposto dalla TGinformazione che parla di diete, costumi da spiaggia o gattini salvati dall'albero pur di non dare notizie allarmanti, come da richiesta di un noto proprietario di concessioni televisive quasi regalate diversi anni fa da una finta opposizione di finti personaggi che da un paio di giorni sono sulle spine per una candidatura imprevista (prepensionamento in vista? ...speriamo proprio sia così!!!). ...E intanto la marea monta lentamente...ma inesorabilmente!!!Dove si perdono i finanziamenti pubblici?
L'ex ministro all'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio,figura tra i 16 indagati di un'inchiesta su fondi ad una centrale in Calabria.Tra gli indagati anche l'ex sottosegretario alle Attivita' produttive, Giuseppe Galati del PDL(indagato per associazione per delinquere finalizzata alla concussione, al falso, al riciclaggio di denaro ed all'abuso d'ufficio) e l'ex presidente della Regione Calabria Giuseppe Chiaravalloti (PDL) e l'ex assessore all'Ambiente della Regione Calabria, Tommasi (Verdi).
Nel mirino dell'indagine calabrese la corretta utilizzazione dei finanziamenti pubblici erogati per la realizzazione di una centrale per la produzione di energia elettrica a turbogas nel crotonese. L'ex ministro: 'sono totalmente estraneo' e annuncia querela. Chissà perché "loro" sono sempre estranei!!!...Ecco a cosa servono i Verdi in Italia, ma anche il resto dei partiti non è male!!! ...stranamente all'appello manca qualche personaggio dell'UDC...forse non sono stati invitati al rave party...
procedure fallimentari II° trimestre in Italia
Nel secondo trimestre di quest’anno, 2.750 imprese in Italia hanno fatto ricorso alla procedura fallimentare; questo significa che la tendenza è pari a 30 aziende che ogni giorno dichiarano fallimento. Il dato emerge da una rilevazione a cura di InfoCamere.Nel complesso, il dato mette in evidenza come nel nostro Paese il sistema imprenditoriale sia stato colpito duramente dalla crisi finanziaria ed economica internazionale, ma le difficoltà sono legate all’accesso al credito, visto che, in base ad una rilevazione di Unioncamere, nello scorso mese di giugno un’impresa su cinque ha avuto difficoltà nell’accedere al credito bancario. Il rischio è quello del cosiddetto “credit crunch” che rischia di soffocare l’attività delle imprese, specie quelle medie e piccole, costringendole o a chiudere i battenti, oppure a doversi piegare ad acquisire nuova liquidità dalle banche con spread più elevati.
